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Inquinamento acustico, è ora di correre ai ripari

 

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Posted 1 agosto 2014 by

L’Italia è, di fatto, un paese rumoroso, dove l’inquinamento acustico rappresenta, ormai, uno dei maggiori problemi ambientali e che vede la metà dei comuni ancora indietro sul fronte dell’adeguamento alle norme. Questo è il quadro che emerge dall’analisi annuale dell’Ispra sui dati ambientali in Italia.

Circa il 42,6% delle sorgenti di rumore controllate nel 2012, ha presentato almeno un superamento dei limiti normativi evidenziando un serio problema di inquinamento acustico. Ciò è essenzialmente imputabile alla mancanza di una classificazione acustica del territorio che dovrebbe essere approvata dai comuni. Solo nel 51% dei centri abitati italiani ne è dotata, nonostante l’obbligo, e le regioni con la percentuale di comuni a norma più elevata sono Marche e Toscana (97%) e Valle d’Aosta (96%). Grave, invece, il dato di alcune realtà che fanno registrare percentuali inferiori al 10%, come Abruzzo (7%), Sardegna (3%) e Sicilia (1%).

L’inquinamento acustico, sebbene spesso sottovalutato, produce gravi effetti sulla salute umana, determinando patologie spesso croniche e disagi di non poco conto. Per questo i comuni hanno il dovere di intervenire mappando il territorio ed emanando una regolamentazione atta a garantire la salute dei propri cittadini.

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Redazione Virtuous

 
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La redazione di VirtuousItaly è composta da professionisti della green economy, in possesso di titoli ed esperienze nel campo dell'energia, della mobilità sostenibile, della gestione dei rifiuti e delle acque.


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