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Start-up Green: come far crescere la propria idea verde

 

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Posted 12 luglio 2013 by

Oggi è sempre più ricorrente il termine start-up, ma molti pensano che esso sia riferito esclusivamente a innovazione digitale, app mobile, e imprese nate in stretta connessione con il mondo informatico (cosiddetto settore ICT). Eppure oggi, l’innovazione, è un mondo molto più variegato e sempre più aperto anche ai settori della green economy.

Imprese che offrono servizi per la sostenibilità ambientale, ad elevato contenuto tecnologico, sono molto attrattive agli occhi degli investitori di tutto il mondo per diversi motivi. L’elevata capacità economica e finanziaria necessaria per far partire aziende che si occupano di bonifiche ambientali o che producono tecnologie per la mobilità o che si occupano di energie rinnovabili, richiede grossi investimenti iniziali ma il potenziale economico che può generare sul medio lungo termine è elevato, soprattutto se rapportato all’elevata specializzazione richiesta per sostenere tecnicamente le attività che riduce il numero di potenziali competitors.

Investimenti in innovazione green

Stando all’ultima survey dell’IBAN (il network italiano dei Business Angel), il settore cleantech/green nel 2012 ha raccolto il 22% degli investimenti in innovazione contro il 19% del settore ICT ed il 18% della sanità e apparecchiature medicali.

Questi dati sono in forte controtendenza rispetto, ad esempio, al mercato statunitense che vede sempre in testa il settore ICT. Ciò può essere spiegato, come afferma Emil Abirascid (esperto di innovazione fondatore del network StartupBusiness), con la forte vocazione manifatturiera italiana. Mentre: “Gli americani sono concentrati molto su tutto ciò che riguarda i social network, in Europa il filone delle start-up fuori dal web è più forte, e questo anche perché l’industria manifatturiera è molto più interessata a questo tipo di tecnologie”.

Se a tutto questo si aggiunge poi la scarsità di materie prime che il nostro Paese manifesta, ecco che diventano estremamente interessanti le proposte di business che riguardano riciclo e recupero di materia ed energia e con esse qualsiasi altro tipo di attività che possono rendere più autonoma ed efficiente l’economia Nazionale.

Come diventare Startupper

Chi oggi ha un’idea, soprattutto nei settori legati alla tecnologia green, di solito ha necessità di mettere a punto la tecnologia necessaria, prototiparla, certificarla e brevettarla e spesso ha la necessità di spazi fisici dove condurre le fasi di R&D (ricerca e sviluppo). Per questi motivi, molto spesso, esiste un raccordo diretto tra gli startupper e il mondo universitario o industriale, ma esiste anche una rete di piccoli e grandi fondi di venture capital e private equity che sono alla ricerca di idee innovative da finanziare, che mettono spesso a disposizione anche strutture ed esperti seguendo le diverse fasi di sviluppo dell’idea ottimizzando così tempi e risultati.

Esistono molti fondi europei che perseguono questi obiettivi, dedicati in maniera generica all’economia verde oppure specializzati in singole linee di business, tra quelli oggi ampiamente consolidati e più interessanti:

Climate Change Capital

Climate Change Capital (UK) definisce già nel nome la propria mission: individuare le opportunità di business collegate alla riduzione delle immissioni di CO2. Con un ampio portafoglio di attività, spazia dall’assett management in fondi di investimento settoriali ad operazioni immobiliari sull’edilizia sostenibile. C’è anche un fondo di private equity dotato di circa 200 milioni di capitale interamente investito.

VNT Management

VNT Management (Finlandia) è un fondo dedicato esclusivamente alle tecnologie pulite. Attivo dal 2003 prevalentemente nel centro e nord Europa, con una dotazione totale di capitale di circa 120 milioni di Euro, è stato tra i primi fondi a puntare interamente su fonti di energia rinnovabile e sul risparmio energetico.

Zouk

Zouk (UK) è un fondo di private equity indipendente che si propone di realizzare un importante binomio tra rendimenti finanziari e sviluppo di tecnologie sostenibili a vantaggio del pianeta. Particolare attenzione è rivolta, attraverso le aziende che annovera nel suo portafoglio, alla gestione dei rifiuti che l’ha recentemente avvicinato al mercato Italiano.

Accanto a questi esistono molti altri esempi che con modalità più o meno simili si occupano di assistere gli sturtuppers nella preparazione di business plan, nella ricerca del credito, fornendo anche, laddove possibile, spazi e impianti produttivi. Occorre però sottolineare un aspetto non banale: quasi nessuna struttura di questo tipo supporta idee di imprese di servizi, quindi per poter accedere ai fondi ed alle opportunità offerte occorre presentare idee di imprese che vogliono produrre su larga scala, che portano innovazione concreta e creano valore e occupazione. In questo ambito prevale la logica dell’approccio concreto che tra l’altro è ciò che contraddistingue lo spirito di un vero sturtupper.

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Antonio Della Sala

 
Antonio Della Sala
Ingegnere ambientale, si occupa di ricerca e sviluppo, prototipazione e start-up nei settori dell’ingegneria sanitaria ambientale. Ha svolto attività di ricerca in ambito universitario circa la rimozione di Batteri Resistenti ad Antibiotici dalle acque reflue urbane tramite AOPs. Attualmente è Technical Support Engineer presso Power Clouds.


Un commento


  1.  
    Rosaria Sessa

    Noi italiani dobbiamo svegliarci… le opportunità ci sono, ma in questo periodo ci vuole tanta volontà





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