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Il Patto dei Sindaci: una grande opportunità dall’Europa

 

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Posted 9 gennaio 2013 by

IL CONTESTO 

Dopo l’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto (2005) e del Piano d’Azione di Bali (2007), l’Europa è stata la prima a dare l’esempio su scala mondiale, mettendo in campo una strategia capace di incidere in maniera concreta sulle emissioni di anidride carbonica (CO2), causa principale di quel riscaldamento globale da scongiurare ad ogni costo. Nel marzo 2007, infatti, il Consiglio Europeo ha deciso autonomamente che i paesi dell’Unione avrebbero dovuto avviare azioni di abbattimento delle emissioni climalteranti per almeno il 20% entro il 2020, rispetto ai valori registrati nel 1990. Pertanto, l’anno seguente ha adottato il pacchetto di proposte “Climate action and renewable energy package”, ponendosi i seguenti obiettivi specifici:

- ridurre le proprie emissioni di CO2 di almento il 20%;

- ridurre i consumi del 20% rispetto le previsioni per il 2020;

- aumentare la quota di utilizzo delle fonti di energia rinnovabile (FER), giungendo al 20% sul totale del consumo interno lordo dell’UE;

- raggiungere il 10% di biocarburanti nel consumo finale di energia nel settore trasporti.

Tale pacchetto legislativo, comunemente definito “20-20-20″, è poi divenuto formalmente vincolante per gli Stati Membri con la Direttiva 2009/28/CE, che oltre  a ribadire i target precedentemente citati, ha lo scopo di fornire certezze agli investitori e incoraggiare lo sviluppo tecnologico per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

IL PATTO DEI SINDACI

 La Commissione Europea si rese conto che gli obiettivi che si era posta con il pacchetto “20-20-20″ erano così ambiziosi che non era pensabile che essi venissero raggiunti senza un coinvolgimento attivo delle Amministrazioni Locali e della cittadinanza allargata, ovvero senza una partecipazione sentita e diretta dei portatori di interesse (stakeholders) e del tessuto decisionale (desion maker). Occorreva pertanto intervenire a livello locale per incidere in maniera efficace, riuscendo così a ridurre la dipendenza da combustibili tradizionali, promuovendo una maggiore consapevolezza nell’uso dell’energia, implementando meccanismi di efficienza energetica e diffondendo tecnologie basate su fonti rinnovabili.

L’Europa decise così di inserire una serie di strumenti tesi ad incentivare, agevolare e finanziare iniziative capaci di centrare i targets sopracitati. Tra questi vi è il Patto dei Sindaci (Covenant of Mayors), lanciato nel 2008 in occasione della Settimana Europea dell’Energia Sostenibile (EUSEW), definito come un meccanismo di adesione volontaria attraverso il quale gli enti locali aderenti si impegnano a ridurre le immissioni di CO2 in atmosfera di almeno il 20%, sull’intera area geografica di competenza. L’orizzonte temporale entro cui raggiungere l’obiettivo è il 2020 ed i valori di riduzione vanno stimati rispetto ad un anno base (baseline) individuato nel 2005 (o nel 1990 lì dove si hanno a disposizione i dati).

L’iniziativa ha avuto un successo incredibile in termini di adesione, soprattutto in Italia se si pensa che dei 4.634 firmatari (dato gennaio 2013) ben 2.300 sono italiani (un comune su 4 ha sottoscritto il patto, con oltre il 47% della popolazione nazionale coinvolta). La semplice adesione però non basta in quanto in seguito ad essa l’Amministrazione si impegna ad attuare una serie di azioni:

- elaborare un Inventario Base delle Emissioni (IBE) che stimi i consumi e le relative emissioni di CO2 sul territorio nei settori: residenziale, trasporti, pubblica amministrazione, pubblica illuminazione, terziario. Non sono obbligatori i settori industria e agricoltura;

- elaborare, entro l’anno successivo l’adesione, un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) con il quale si individuano gli obiettivi di riduzione e definiscono strategia e azioni per raggiungerli;

- prevedere il monitoraggio e l’adeguamento delle strutture amministrative per dare seguito e concretezza alle strategie;

- coinvolgere tutte le categorie di portatori di interesse.

 VANTAGGI TANGIBILI E INTANGIBILI

Per un governo cittadino, instaurare una green economy locale all’interno del proprio territorio rappresenta, indubbiamente, una scelta vincente e allo stesso tempo lungimirante. L’Amministrazione che decide di intervenire in settori strategici come quelli legati all’ambiente, alle energie rinnovabili e alla mobilità sostenibile, sceglie di mettere in moto un meccanismo capace di portare opportunità concrete e vantaggi in termine di immagine al proprio tessuto imprenditoriale e commerciale, nonché a se stessa. L’Europa ha, infatti, deciso di puntare ancora di più sull’ambiente ed i finanziamenti e gli incentivi che metterà a disposizione – a cui seguiranno iniziative simili nazionali e regionali -  saranno per buona parte riservati ad Enti Locali che hanno attivi strumenti di governance territoriale in materia, come il PAES, o a imprese e associazioni collocate in contesti territoriali che hanno mostrato di essere sensibili alle tematiche “green”. Oltre a ciò, la green economy rappresenta una soluzione per affrontare la crisi occupazionale che attanaglia il nostro paese ed in particolare i giovani. A confermarlo è il Rapporto Greenitaly 2012 di Unioncamere e Fondazione Symbola che afferma come il 30% delle nuove assunzioni complessive,  programmate dalle imprese industriali e dei servizi lo scorso anno, ha riguardato professioni legate alla green economy.

Parlando di assets meno tangibili, ma altrettanto determinanti, il Patto dei Sindaci rappresenta uno strumento di democraticità unico nel suo genere, in quanto prevede la partecipazione ed il coinvolgimento di differenti categorie di portatori di interesse: dal semplice cittadino, fino al politico o al dirigente in carica, passando per il tessuto imprenditoriale e associativo del territorio.  Si riesce a creare una vera e propria governance multilivello che fa sentire tutti parte del processo di cambiamento, sviluppando coscienze più consapevoli rispetto alle tematiche ambientali e, inevitabilmente, portando consensi e vantaggio competitivo per coloro che si rendono protagonisti di queste scelte.

Link per approfondire

 Sito ufficiale del Patto dei Sindaci

Sito ufficiale della Campana Energia Sostenibile in Italia

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Guida su come Finanziare i PAES 

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Attilio Palumbo

 
Attilio Palumbo
Ingegnere ambientale, si occupa di pianificazione e management dell’energia. Attualmente è Project Manager presso Power Clouds Pte Ltd. E’ autore del Piano Energetico Comunale di Giffoni Valle Piana e consulente per il P.A.E.S. di Cava de’ Tirreni. Ha esperienze e competenze nel campo dell’euro-progettazione e del Project Cycle Management.


  1.  
    Mattia Iervolino

    Una grande opportunità per le amministrazioni. Purtroppo molti comuni si limitano solo a sottoscrivere il documento o al massimo al fare il piano… Bisognerebbe trovare un modo per incentivarli anche ad attuare le azioni che pianificano!




  2. Attilio Palumbo
     
    Attilio Palumbo

    Hai assolutamente ragione. Però il Patto dei Sindaci è stato comunque un’iniziativa di successo, lo dimostrano i numeri, i convegni i libri scritti e le azioni concretamente realizzate. Il problema per le Amministrazioni che hanno elaborato il PAES rimane quello di trovare le risorse per attuare gli interventi definiti nella strategia. L’unica strata è rappresentata dal reperimento di risorse finanziarie provenienti dall’Europa (sia dirette che strutturali). Una cosa che l’Europa dovrebbe fare, però, è dare una sorta di punteggio aggiuntivo nei propri bandi a chi ha sottoscritto il Patto e presentato il PAES alla Commissione. Qualcosa in questa direzione si vocifera da tempo, ma per ora niente di concreto.





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